Feste, sagre e fiere

Fiere, feste e sagre paesane sono manifestazioni legate ai territori e dedicate ai prodotti dell’enogastronomia locale, alla cultura, alla musica popolare e alle credenze religiose. Rappresentano l’identificazione di un luogo e di un popolo attraverso la celebrazione ciclica delle proprie tipicità. Diffusissimi in Puglia, questi eventi della tradizione prevedono la realizzazione di spettacoli teatrali, commemorazioni, attività di ristorazione, mostre, mercatini, esposizioni, raduni e concerti. Le amministrazioni comunali e le associazioni sono coinvolte sia nelle fasi organizzative che in quelle di controllo affinché gli appuntamenti, che richiamano turisti e visitatori da ogni dove, si svolgano in piena sicurezza.

Tra gli eventi che caratterizzano, annualmente, la città di Molfetta, si ricordano i festeggiamenti in onore della “Madonna del Terremoto” (Medonne du tremelizze). L'11 maggio del 1560, tutto il meridione d’Italia fu scosso da un violento sisma che portò distruzione e morte. Molfetta fu risparmiata dalla catastrofe e i cittadini si recarono in pellegrinaggio presso il Santuario per omaggiare e ringraziare la Madonna. Si rinnova, invece, durante la “Domenica in Albis” (la seconda domenica di Pasqua), la “Festa dell’Indulgenza”, altrimenti detta “Festa della Scarcella”, in riferimento al dolce tradizionale molfettese (preparato con pasta di mandorle e farcito di marmellata) il cui nome deriva dal verbo “scarcerare” e che indica la liberazione dai peccati grazie al dono dell’indulgenza.

Scorrendo ancora il calendario, si ripete, nei primi giorni di agosto, la “Festa del Perdono di Assisi”, ricorrenza celebrata dalla comunità dei Frati Minori della Basilica della Madonna dei Martiri di Molfetta. Le celebrazioni prevedono lo svolgimento del corteo storico e della messa solenne. 

La fiera di settembre e la sagra a mare della Madonna dei Martiri

La città di Molfetta ha un antico e forte legame con il mare; marinai molfettesi sono tuttora presenti negli equipaggi di innumerevoli navi mercantili; migliaia di pescatori sono impiegati nella locale flotta peschereccia che comprende centinaia di battelli. Dalla prima metà del secolo scorso i lavoratori del mare hanno eletto la Madonna dei Martiri, venerata nell’omonimo santuario, loro protettrice. L’8 settembre 1846 la statua della Vergine, opera dello scultore napoletano Giuseppe Verzella, fu posta su due bilancelle a vela e trasportata fino alla banchina del porto. Iniziava così la tradizione della sagra a mare, che si ripete annualmente con grandissimo concorso di popolo, compresi tanti emigrati, che per l’occasione tornano da tutto il mondo nel paese natio. La festa della Madonna coincide con la fiera di Molfetta, accordata nel 1395 da Ladislao di Durazzo. Occasione per secoli di proficui scambi commerciali, si è trasformata in una variopinta e gioiosa festa cittadina.  

Durante la Fiera si svolge la processione della statua, i canti in Basilica e il rinomato concorso pirotecnico in cui, a sfidarsi, sono i migliori artigiani del settore. L’anno si conclude con la “Sagra del Pesce” e la “Sagra delle Castagne” nel corso delle quali diversi stand gastronomici, allestiti nei punti chiave della città, distribuiscono vino, pittule, caldarroste e prodotti ittici. In ambito culturale, invece, si rinnova nel mese di maggio, il prestigioso appuntamento con il “Premio Nazionale Leonardo Azzarita” intitolato al giornalista scomparso. La manifestazione assegna ambiti riconoscimenti a nomi illustri del mondo del giornalismo, della comunicazione, delle professioni e delle Istituzioni.

 

La Settima Santa 

La Settimana Santa ed i suoi riti sono vissuti con viva partecipazione dai Molfettesi, molti dei quali tornano per l’occasione nella città natia dai numerosi paesi dove sono emigrati. Tra i vari eventi che ricordano e celebrano diversi momenti della passione e morte di Gesù, meritano particolare menzione due processioni, che si snodano secondo un’antica tradizione per alcune strade del centro storico, con grande concorso di popolo.

I molfettesi attribuiscono un'attenzione tutta particolare al culto delle tradizioni pasquali, adeguatamente celebrate e che portano in paese un clima di preghiera e riflessione. La Quaresima è ricca di momenti di celebrazione, che si concentrano nelle chiese di Santo Stefano, a cura dell'omonima Arciconfraternita[92], e del Purgatorio, a cura dell'Arciconfraternita della Morte.

I primi quattro venerdì di Quaresima, nella chiesa di Santo Stefano, a cura dell'Arciconfraternita omonima, si contemplano i misteri del dolore: Gesù che prega nell'orto degli ulivi, Gesù flagellato, Gesù coronato di spine, Gesù sale al Calvario carico della Croce. In queste celebrazioni, viene proposto l'ascolto di meditazioni cantate e recitate su questi misteri.
Durante il corso della Quaresima, la banda cittadina esegue, presso la sua sede, le prove delle marce funebri che faranno da accompagnamento alle tre processioni della Settimana Santa. In gergo queste prove sono chiamate "i concerti delle marce funebri" e richiamano sempre un cospicuo numero di affezionati spettatori, che si ritrovano per scambiarsi aneddoti, ricordare le annate trascorse e il gusto di cose belle e perdute
Le marce funebri sono in parte di autori locali (Valente, Calò, Peruzzi e Inglese tra i più noti) tutti di fine Ottocento - inizio Novecento e in parte di autori di fama internazionale come ChopinGiuseppe VerdiGioachino Rossini, Raffaele Caravaglios, Amodeo Vella,Petrella.

I riti della Settimana Santa sono, assieme alla festa patronale della "Madonna dei Martiri",indubbiamente i più sentiti dalla popolazione

 

La prima, detta dei "Cinque Misteri", esce all’alba del Venerdì santo dalla piccola Chiesa di Santo Stefano, sita nel borgo della città. Delle cinque statue lignee, portate a spalla e raffiguranti Nostro Signore in diversi momenti della sua passione, quattro hanno notevole valore artistico, sono di scuola napoletana e risalgono alla fine del Cinquecento.

La seconda processione, detta della "Pietà", esce alle 13 del Sabato santo dalla Chiesa del Purgatorio, sita anch’essa nel borgo, e percorre un itinerario analogo. Le sette statue in cartapesta rappresentano vari personaggi della passione, sono di discreta fattura e risalgono ai primi anni del Novecento.

Queste due processioni sono accompagnate da complessi bandistici che eseguono musiche funebri di cui è ricchissima la tradizione locale. I portatori delle statue appartengono alle numerose confraternite locali e vestono i loro sai tradizionali, interessanti per la varietà della foggia, dei colori e dei ricami.  

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